martedì 30 settembre 2008

L'attesa

Arrivava goffo e borbottoso.
Trasportava qulcosa, dubitoso... molla e va via con indifferenza.
Lei lo vide, lo prese, un mondo le si aprì d'avanti.
Indossò l'abito più carino.
Mancava poco.
Curò ogni dettaglio.
Faceva bella mostra di sè quel tavolinetto appena adottato.
Abbandonato, ora era tirato a lucido, agghindato, attendeva il momento.
Lei fremeva per l'attesa.
Un sorriso le sgranava gli occhi e tingeva di pallore i suoi zigomi sporgenti.
La chiave nella toppa...l'attesa era giunta al termine.
Orecchie attaccate al cellulare, occhi già distratti.
Entusiasmo e indifferenza nemmeno si sfiorarono.
Attirare per un attimo la sua attenzione...
Il sorriso ormai le scivolava giù per il viso.
Dagli zigomi le saltava giù a picco come il salto di una cascata, ripido e senza ritorno.
Ancora ci sperava.
Come un cagnolino attorno gli scodinzolava.
Lui con uno strattone la spinse via.
Tutto in frantumi gioia entusiasmo tavolino...
Lei raccolse i frantumi di vetro
lentamente, con calma,
li racchiuse in un sacchetto.
Ora anche la sua vita era lì racchiusa...
Indossò scarpe robuste e cappello sulla soglia nemmeno si girò.
Ricostruire i frantumi altrove.

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